Pasta Madre o Pasta Acida
Quando non si ha il lievito di birra fresco, come successo nei giorni del lockdown dovuto al Covid-19, si può utilizzare il lievito secco, economico e veloce, altrimenti, si può creare un lievito naturale a casa, da utilizzare nel tempo: la pasta madre o pasta acida. Un lievito che oggi è stato rivalutato e che va custodito con cura e pazienza, ma che permette di far nascere straordinarie creazioni. Ai tempi delle nostre nonne, la pasta madre era conservata, gelosamente, nelle madie delle proprie case e mantenuta in vita per anni, attraverso l’uso sapiente di rinfreschi giornalieri. Ridistribuita tra le varie famiglie, la pasta madre era la base per la preparazione settimanale del pane. Oggi si può ritrovare il tempo per questi antichi rituali.
La pasta madre permette di avere lievitazioni molto digeribili, allo stesso tempo salutari e che si conservano a lungo. Il pane, i panini, le focacce prodotti con lievito naturale formano alveoli più compatti, perché hanno una lunga lievitazione. Gli impasti ottenuti con il lievito di birra in due, o tre ore lievitano, quello con la pasta madre ha bisogno di molte ore di lievitazione e nel tempo si arricchisce di aromi e profumi particolari.
Acqua e farina fermentano grazie ai microorganismi presenti nell’aria e in unione con alcuni alimenti starter che riproducendosi provocano reazioni enzimatiche nell’impasto. L’impasto, rinfrescato con farina buratto e acqua di sorgente, si acidifica attraverso un complesso di lieviti e batteri lattici che sono in grado di avviare la fermentazione in modo del tutto naturale.
Ci sono diversi modi per avviare e nutrire la pasta madre, scegliendo starter iniziali differenti (birra, patate, uva, vino, yogurt, polpa di mela) e in modo del tutto naturale.
Vi propongo qui la ricetta che utilizzo solitamente realizzata dallo chef Simone Salvini, fondatore della FunnyVeg Academy ed esperto di cucina naturale.
Ricetta base pasta madre libera (Chef Simone Salvini)
Ingredienti
- 2 mele tipo Golden biologiche
- Farina di segale biologica (macinata a pietra)
- Acqua possibilmente di sorgente
- Tagliate in 4 spicchi le mele, eliminate i semi e frullate il tutto con il cutter (o minipimer), ottenendo così una purea abbastanza fluida.
- Pesate la purea e aggiungete la stessa quantità di farina di segale.
- Amalgamate bene il tutto con l’aiuto di una spatola, versate lentamente l’acqua di sorgente, fino a ottenere una consistenza ben fluida e omogenea. Mettete il composto così ottenuto una bacinella di metallo e coprite con un panno di lino o cotone leggermente bagnato e lavato senza utilizzo di detersivi. Fate riposare l’impasto a temperatura ambiente e lontano da correnti d’aria.
- Ogni giorno, possibilmente alla stessa ora, amalgamate il composto, almeno 1 volta per circa 1 minuto. Coprite e lasciate riposare come sopra, sempre a temperatura ambiente.
- Fate questa operazione per la prima settimana di vita del lievito, nel composto ci deve essere la formazione di piccole bolle in superficie, questo sarà indice dell’avvenuto avvio della fermentazione batterica. Togliete la metà del composto (dopo averlo pesato) e rimpiazzate lo stesso peso con metà dell’acqua di sorgente e metà farina di segale. Amalgamate e lasciare riposare per un giorno.
- Acqua di sorgente 50%
- Farina semintegrale Biologica tipo 2 BURATTO 50%
- 100 g di acqua di sorgente
- 100 g farina Buratto tipo 2




















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